H2Olona Hydrogen Valley
Il progetto H2Olona Hydrogen Valley è inerente il recupero del compendio industriale dismesso Ex Cartiera Vita Mayer ed Ex Cartiera Vima, al fine di creare un Tech Canyon: un polo produttivo e tecnologico a impatto zero, con impianti per la produzione di idrogeno verde, parchi fotovoltaici e agrivoltaici, bike park, servizi per la cittadinanza e percorsi ciclopedonali immersi nel verde.
Ad oggi, degli elementi costitutivi dell’Olona Hydrogen Valley, è stato avviato il solo cantiere di Cairate, finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU nell’ambito del PNRR missione 2 “rivoluzione verde e transizione ecologica.
L’idrogeno prodotto sarà totalmente green, ottenuto tramite elettrolisi alimentata da energia solare generata localmente. L’impianto fotovoltaico prevede oltre 7.000 moduli su tracker monoassiali per una potenza totale di 4,5 MWp.
Ad oggi è stato completato il 50% dell’installazione dei pannelli fotovoltaici che alimenteranno l’impianto per la produzione di idrogeno verde a basse emissioni di CO₂ e interamente alimentata da fonti rinnovabili. L’idrogeno sarà utilizzato come vettore energetico per trasporti, industria e generazione elettrica a basse emissioni.
In parallelo alle attività di cantiere sono in corso di sviluppo altre realtà progettuali finalizzate alla produzione di idrogeno verde, mediante tecnologie innovative a ciclo produttivo chiuso e zero emissioni in atmosfera.
Progetto
Idea progettuale
Il progetto nasce dalla necessità di restituire nuova utilità a due vaste aree industriali dismesse lungo la Valle Olona, per decenni inaccessibili e incapaci di generare valore per le comunità di Cairate e Lonate Ceppino. La progressiva perdita di identità dei luoghi, l’interruzione del rapporto con il fiume e la mancanza di funzioni attive hanno reso urgente immaginare un nuovo assetto capace di trasformare un vuoto produttivo in un’economia innovativa. La scelta dell’idrogeno verde risponde alla richiesta crescente di energie pulite e alla presenza di infrastrutture già predisposte. Da qui una strategia che ricuce bordi e connessioni, integra produzione, ricerca, attività pubbliche e paesaggio fluviale, restituendo continuità ecologica e accessibilità agli spazi collettivi.

Il masterplan interpreta la Valle Olona come un ambiente complesso in cui storia industriale e paesaggio naturale convivono. Il fiume diventa struttura ordinatrice degli spazi, collegando ambiti tecnologici, produttivi ed energetici con nuovi luoghi pubblici e sportivi. Percorsi ciclopedonali e accessi differenziati ricuciono la relazione con i centri urbani e con la rete ecologica regionale, riaprendo aree prima segregate. Gli elementi storici conservati — come la caldaia Tomlinson e le vasche di chiarificazione — si trasformano in riferimenti identitari, facilitando il dialogo tra memoria industriale e nuovi edifici.
Sostenibilità
Sostenibilità
La sostenibilità guida l’intero progetto come sistema circolare in cui energia, acqua e suolo vengono gestiti in modo integrato. La produzione di idrogeno verde avviene sul posto grazie al campo fotovoltaico e ai processi Solar to H2 e Waste to H2, riducendo le emissioni e favorendo l’autonomia energetica dell’area. Il riuso di edifici industriali permette di limitare il consumo di suolo e conservare memoria materiale del luogo, mentre la rinaturalizzazione del fiume Olona amplia la biodiversità, migliora il microclima e favorisce l’assorbimento di CO₂. Mobilità lenta, superfici permeabili e sistemi di recupero delle acque rafforzano l’equilibrio tra attività produttive e nuovo paesaggio pubblico.
Benefici
Punti di forza e benefici attesi
Il progetto si caratterizza per la capacità di trasformare un sito produttivo dismesso in una piattaforma territoriale dedicata a innovazione energetica, ricerca e attività collettive. La nuova Hydrogen Valley integra Data Center ad alta efficienza, spazi culturali e divulgativi, un comparto produttivo tecnologico, un polo sportivo pubblico e serre di agricoltura idroponica orientate all’economia circolare. L’identità architettonica nasce dal dialogo con le preesistenze, valorizzando elementi industriali iconici come la ciminiera e le vasche di chiarificazione. I nuovi edifici assumono forme piegate, ispirate all’universo della carta, stabilendo continuità simbolica con la storia delle ex cartiere. Il fiume Olona diventa infrastruttura ecologica e sociale: connette percorsi, ospita terrazze e spazi di sosta e ricostruisce un fronte fluviale accessibile dopo decenni di chiusura. La coesistenza tra produzione energetica, paesaggio e fruizione pubblica rende l’intervento un dispositivo territoriale aperto e produttivo.
 
I benefici attesi:
  • Sviluppo economico e incremento occupazionale
  • Riqualificazione e sicurezza di un’area oggi degradata
  • Valorizzazione ambientale con nuove aree verdi fruibili
  • Mobilità sostenibile grazie a percorsi ciclabili, navette autonome e colonnine di ricarica
  • Impulso per attività e comunità locali
Un pensiero
Un pensiero sull’opera
H2Olona Hydrogen Valley ricompone una frattura storica, riportando il fiume al centro della vita civile e trasformando un vuoto industriale in un ecosistema energetico e culturale. Il passato non è cancellato ma reinterpretato, mentre le nuove architetture aprono una stagione in cui produzione e paesaggio non sono più in conflitto, ma risorse condivise per costruire futuro.
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